La basilica - santuario della Beata Vergine di Tirano

 

Si tratta del monumento più insigne della provincia dal punto di vista religioso, storico, artistico e del luogo di maggiore identificazione collettiva dei Valtellinesi.

Eretto dalla fede popolare dopo l'apparizione della Beata Vergine a Mario Omodei del 29 settembre 1504 e dalla conseguente devozione, il tempio "si eleva vittorioso nella sua prodigalità di bellezza, nella sua perfezione di ricchezza, nella sua ascesa impavida."  (come scrisse Paolo Arcari, l'illustre letterato a cui è dedicata la civica biblioteca di Tirano).

Ai prevalenti caratteri rinascimentali del tempio, i cui artefici sono ritenuti i fratelli Rodari di Como, ben si armonizzano le linee di ispirazione romanica della torre campanaria (1578) alla cui sommità è posta una elegante struttura marmorea barocca con balaustra (1641).

La facciata, assai slanciata, è conclusa da un alto frontone e presenta alla base un bellissimo portale e due finestroni in marmo finemente lavorati, opera del ticinese Alessandro della Scala (1533). Importanti anche i portali laterali, forse di Bernardino Rodari (1506).

Di notevole armonia architettonica è pure il complesso delle strutture sul lato dell'abside: il corpo della sagrestia, la cupola di Pompeo Bianchi (1584) sulla quale è posta una statua girevole dell’arcangelo Michele, il campanile sul quale si intravedono i graffiti, probabilmente realizzati dal pittore grosino Cipriano Valorsa.

 

 

La piazza

Nella piazza del santuario predomina tuttora l'assetto che le hanno conferito gli edifici costruiti in funzione del tempio: l'antica "Hostaria granda" del San Michele, sorta subito dopo l'apparizione per ospitare i pellegrini, le case per i sacerdoti al servizio del culto e per i sagrestani (ora private); la serie dei fondaci, piccole botteghe funzionali alle rinomate fiere di merci e bestiame che vi si tenevano e il cui andamento è stato determinante per quasi tre secoli per l'economia dell'intera valle.

 

L'interno

L'interno del tempio è ricco di opere d'arte e di stucchi. Fra esse la più vistosa è costituita dal grande organo barocco seicentesco più volte indicato come una rarità nazionale per la ricchezza d'intagli della sua cassa, ma sono importanti anche il pulpito, la cantoria, l'altar maggiore, il coro, le tele e l'interessante affresco popolare su un lato della navata di sinistra, il primo dedicato all'apparizione.

Il punto della chiesa oggetto della specifica devozione dei fedeli è costituito dall'altare dell'Apparizione (la statua che lo sovrasta è opera del pavese G. Del Majno). Dietro ad esso, protetto da una grata è il luogo indicato dal Veggente in cui Maria  apparve.

 

La fontana

Chi esce dal tempio per la porta principale potrà osservare nell'angolo di sinistra i due pilastri di pietra ancora  muniti dei cardini del portone che chiudeva un tempo l'ingresso alla piazza verso ovest; di fronte l'elegante fontana a padiglione conclusa dal Longhi (l'autore dell'altare della Madonna) nel 1780.

Le costruzioni che emergono dietro la fontana appartengono all'Istituto Madonna di Tirano del Reverendi Padri Servi di Maria, custodi del santuario dal 1923 al 1976.  

Amici del Santuario 2003-2004